"Tenere"
..di Luca Antonelli #53
Negli ultimi mesi avrò scritto almeno tre newsletter sul telefono, ma ogni volta, appena le rileggevo, zac, eliminate. Puff. Sparite.
Il fatto è che ho la lingua che non si ferma mai, dice tutto quello che mi passa per la testa, come un cane randagio che abbaia a ogni passante.
E questa cosa, da sempre, mi ha portato un bel po’ di problemi.
Però, ecco, ci sono abituato. Li supero senza nemmeno accorgermene, come uno che inciampa ogni giorno sullo stesso marciapiede ma ormai ci fa l’abitudine (mi succede ogni mattina a barivecchia).
Scrivere, però, è un’altra cosa. Quando scrivo non riesco a trattenermi. E certe parole, lo so, possono far male davvero.
E siccome non ho voglia di ritrovarmi con rogne pure qui, con chi legge, stavolta me ne sto tranquillo e torno alle origini.
Quelle newsletter delle prime volte, quando vi raccontavo le cose che mi facevano davvero battere il cuore.
Tipo questo.
Qualche giorno fa mi arriva un pacco. Non guardo nemmeno chi l’ha mandato. Lo butto nello zaino come fosse una borraccia vuota. E lì resta. Due giorni buoni, forse di più.
Poi, mentre cerco una cosa, lo ritrovo. Lo tiro fuori. Ancora non leggo chi l’ha spedito. Lo tocco. È molle.
"Ma che cazzo c’è dentro?", penso.
Guardo l’etichetta. Luca Antonelli.
Boom. Sorpresa. Una di quelle vere. Quelle che non ti aspetti.
La prima cosa che penso è: “Questo è fuori come un balcone.”
Poi mi vengono in mente i suoi occhi, chiarissimi. Di un azzurro che spacca. Uguali a quelli di mio fratello.
E allora, parte quella sensazione all’interno che non sai se è nostalgia o affetto o solo una botta d’umanità.
Luca lo conosco da poco, in verità. Ci siamo incrociati a un paio di gare in giro per l’Italia, e poi a un evento HOKA a Foligno.
Ci siamo guardati e, boh, è scattata quella roba che succede solo con certe persone: ti riconosci anche se non ti conosci ancora.
Da allora ci sentiamo su Instagram, messaggi sparsi tra una corsa e l’altra, tra una giornata storta e un’alba al profumo di gambe stanche.
Lui è un atleta pazzesco. Uno di quelli che non si fermano nemmeno se li spari alle ginocchia.
È un osteopata, un allenatore, ma mettergli addosso solo queste etichette è come chiamare il grande Bukowski "uno che scrive".
Luca è un matto vero. Ma della razza buona. Quelli che ti fanno venire voglia di essere vivo.
In gara se la rischia sempre, e te lo racconta ridendo.
Eppure basta stargli accanto cinque minuti per sentire una botta di vita e di energia.
Nel pacco c’erano una maglia e un cappello della nazionale.
E poi la sua canotta, quella del team che si è inventato lui, con quella testa da sognatore e le gambe da maratoneta.
Ma la vera bomba era un foglio A4.
L’ho letto d’un fiato. Poi di nuovo.
Poi ancora una volta, come un idiota felice.
Alla fine me lo sono copiato tutto in una mail, parola per parola, come da ragazzino che mi tatuavo cose per non dimenticare.
Roba da matti, sì. Ma è proprio questa roba che mi manda in orbita.
Quella follia sincera, quella generosità gratuita, quella gentilezza che non cerca applausi.
Quella roba rara, che quando la ricevi ti senti fortunato, anche se hai le tasche vuote e la testa piena di tempeste.
Luca scrive:
TENERE
“Tenere” è una corrente, uno stile, vita, è un modo di pensare. Ha una connotazione negativa, o forse neutra, al contrario di quello che ci si aspetta, perchè non ricerca la bellezza o la perfezione, ma la totale imperfezione.
“Tenere” sono tipo le corse all’alba quando non vuoi scendere dal letto.
Sono tutti i sacrifici che fai per ricavarti 1h precisa a fine giornata per correre.
“Tenere” non è l’andare forte o essere sempre in forma, è invece il continuare comunque e sempre ad andare.
“Tenere” è tutta l’energia che incanali nel corpo dopo 2 dore di gara.
E’ quando sei completamente morto ma cerchi il Respiro leggero e la concentrazione massima.
“Tenere” è quando viene fuori la tua essenza. E’ portare sempre il culo a casa. E’ sognare, essere e non mollare.
“Tenere” non saranno mai 4 prove sui 500 metri a tutta, ma le ore di medio e soglia che hai nelle gambe. Quella sensazione tra totale sconforto e piacevole comfort. Un pò come la vita alla fine no?
“Tenere” sei tu, che sorridi la mattina al lavoro quando vorresti solo uccidere la gente.
Vorrei raccontarti che “Tenere” non è la felicità (che dura un secondo), nè la serenità che ti auguro di trovare in tutti i giorni della tua vita. “Tenere” è l’atteggiamento positivo che mantieni in tutto il resto del tempo con rigore e soprattutto disciplina.
La consistenza è sempre la chiave di ogni risultato e “Tenere” incarna questo aspetto a pieno.
Ti capiterà di sbagliare almeno 100 o 1000 gare, tu fregatene, affidati al processo inseguendo il flusso delle cose. Continuati ad allenare senza mai perdere la speranza che le cose miglioreranno. “Tenere” in fondo in fondo. È presentarsi tutte le volte in qualsiasi condizione con la testa alta. Perchè ci sarà una sera, dove gli astri si allineano, e le stelle in cielo saranno dalla tua. Quella sarà la serata perfetta. E tu sarai lì, esattamente dove dovevi essere.
Coach Luca
Grazie Luca, sei una persona speciale e ti ringrazio per quello che mi ha scritto, per quello che mi ha regalato e per la nostra amicizia. Ti assicuro che correrò sempre contro vento, proprio come piace a noi.
Come sempre se siete arrivati fin qui vi dico bravi e soprattutto grazie. Se mi leggete per la prima volta, io sono Verio e questa è “Fuga dalla realtà” una newsletter settimanale, anzi no mensile, anzi facciamo che ci scriverò quando ne ho voglia senza prendere impegni seriosi. Ho creato questa newsletter per parlarvi di corsa in un modo alternativo e magari ispirare qualcuno a cominciare. Per farlo al meglio vi dovrò senz’altro parlarvi di ciò che mi circonda, come mia moglie, il mio cane, la fotografia, i libri, la musica, il cinema, il cibo e anche qualche spettegulez.
Qui sulla pagina About troverete qualche info su di me, qui invece potete seguirmi su Instagram.





Una grande persona l’ho conosciuto anche io alla stramilano UN PAZZO SCATENATO meraviglioso!grande Verio!
Parole che servono